Il certificato APE, o attestato di prestazione energetica, consente di conoscere la classe energetica e i consumi stimati di un immobile. Offre dati su riscaldamento, acqua calda sanitaria e raffrescamento estivo, per orientare in compravendita, locazione o riqualificazione energetica.
Viene subito spiegato che il certificato APE, sempre più al centro dell’attenzione nell’ambito dell’edilizia sostenibile, è un documento ufficiale redatto da un tecnico abilitato a verificare l’isolamento, i materiali, l’involucro termico e gli impianti. È obbligatorio nei casi previsti dalla normativa e serve a fornire trasparenza sui consumi e la prestazione energetica.
Chi può rilasciare il certificato APE
Il certificatore è un tecnico abilitato alla progettazione di edifici e impianti, ad esempio ingegnere, architetto, geometra o perito edile‑industriale, riconosciuto ai sensi dell’articolo 2 del DPR 75/2013.
Chi non possiede tutti i requisiti può collaborare con altri professionisti o frequentare un corso abilitante seguito da esame finale. In regioni con regolamenti locali si applicano procedure specifiche, altrimenti vale la normativa nazionale.
Quando è obbligatorio redigere il certificato APE
Il certificato APE è obbligatorio:
- nei contratti di compravendita, affitto o permuta di immobili
- in caso di ristrutturazioni importanti, su oltre il 50 % della superficie dell’involucro, o di II livello (>25 %)
- per interventi di ristrutturazione ecosostenibile o accesso a detrazioni come Ecobonus o Superbonus
- per edifici pubblici di superficie > 250 mq o locazioni di gestione calore
- per annunci immobiliari (vendita o locazione)
- anche nei trasferimenti gratuiti come donazioni
Durata e quando occorre rifarlo
Il certificato APE ha validità massima di dieci anni dalla data di emissione, indicata sull’attestato .
Se si realizzano interventi che modificano le prestazioni energetiche dell’immobile o non si effettua la manutenzione obbligatoria degli impianti termici, l’APE decade il 31 dicembre dell’anno successivo alla modifica o alla mancata verifica.
Anche in caso di rinnovo tacito di contratto di locazione, se l’APE ha oltre dieci anni scatta l’obbligo di aggiornamento.
Quali documenti servono per la certificazione APE
Per redigere l’APE è necessario disporre dei seguenti documenti e rilievi:
- Planimetria e visura catastale aggiornate
- Rilievo geometrico e tecnologico dell’involucro edilizio, stratigrafie, ponti termici, infissi, zone termiche
- Libretto di impianto o di centrale, con ultima analisi dei fumi (se impianto autonomo o centralizzato)
- Documento d’identità del proprietario o conduttore
- Se disponibili, schema impiantistico (D.M. 37/2008) o relazione energetica di progetto (L. 10/1991 e s.m.i.)
- Informazioni su interventi successivi all’edificazione denunciati al comune
- In caso di condominio: numero di unità servite e millesimi di proprietà o riscaldamento.
Senza libretto di impianto non è possibile redigere l’APE, salvo l’immobile non abbia impianto termico.
Sanzioni, responsabilità, indipendenza
Il certificatore energetico (puoi trovarlo su yoete.net) deve essere un soggetto indipendente, senza conflitti di interesse con proprietario, progettista o fornitori dei materiali, e deve allegare una dichiarazione di indipendenza ai sensi degli articoli 359 e 481 del codice penale.
In caso di APE non veritiero sono previste sanzioni amministrative, disciplinari, civili e penali: multe, sospensione dall’ordine, fino a reclusione da false dichiarazioni e risarcimenti.
In conclusione, il certificato APE è un documento ufficiale, redatto da professionisti abilitati, con validità di dieci anni salvo modifiche o mancata manutenzione degli impianti.
È obbligatorio in numerosi casi legati alla compravendita, locazione, annunci o riqualificazione energetica.