Non è raro trovare all’interno delle nostre proprietà, manufatti come coperture, serbatoi, tubature, ecc. realizzate in amianto.

Purtroppo sappiamo benissimo ciò che l’amianto può provocare, se le proprie fibre sottilissime vengono disperse nell’aria, danni molto gravi non solo per la nostra salute, ma anche per l’ambiente. Possiamo porre rimedio a questa situazione? Certo, ma dobbiamo trattare l’argomento con serietà e rivolgerci a professionisti, vediamo perché.

bonifica amianto

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Perché rivolgersi a professionisti

La normativa prevede che trenta giorni prima della bonifica debba essere stato redatto e consegnato all’organo di vigilanza un piano di lavoro. Questo documento deve essere molto preciso e spiegare dove, come è che tipo di bonifica verrà eseguita, al fine di verificare l’idoneità a procedere.

Se sul posto è già insediato anche un cantiere per altre lavorazioni bisogna informare il coordinatore alla sicurezza del cantiere che verifica la completezza dei dpi ed valuta i rischi a cui sono sottoposti i lavoratori.

Detto questo possiamo comprendere come incaricare professionisti sia la cosa più indicata da fare per non incorrere in sanzioni o peggio ancora mettere a repentaglio la nostra salute già messa alla prova dall’inquinamento diventato ormai vera e propria piaga.

La bonifica amianto deve seguire un iter ben preciso, come scritto sopra, è fattore non meno importante, l’azienda che si occuperà della bonifica, dovrà essere iscritta obbligatoriamente all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

La Lombardia, come dimostrano gli ultimi dati statistici registrati, è la regione italiana con la più grande concentrazione di edifici che presentano manufatti in amianto (dati di Legambiente riferiti al 2018).

MBA Ambiente Milano, azienda leader nella bonifica a Milano e Provincia, può rappresentare un’ottima soluzione per chi cerca professionisti qualificati.

Tipologia di bonifica di amianto

La rimozione e smaltimento dell’amianto non è l’unica soluzione, anche se ovviamente la migliore esiste la possibilità di bonificare tramite incapsulamento o confinamento. Queste procedure hanno costi variabili in relazione al luogo dove si trova l’amianto e soprattutto all’area da trattare (in metri quadri).

L’incapsulamento è ideale per superfici rigide (vedi coperture e o tettoie) e consiste nel trattamento dell’amianto con materiali specifici ricoprenti e penetranti che, una volta applicati, formano una pellicola protettiva sulla superficie dannosa rendendo innocua la struttura.

Il confinamento invece consente di isolare l’amianto dalle zone vivibili della proprietà. Per quanto meno efficace presenta dei costi maggiori, ma in alcune condizioni potrebbe risultare la contromisura più indicata o semplicemente l’unica applicabile.

Cenni storici, normativa e salute

L’amianto è un materiale che da solo o associato ad altri materiali (vedi Eternit) fornisce robustezza e resistenza a costi contenuti, ecco perché il suo utilizzo in passato era molto diffuso. I medici e ricercatori però si accorsero che malattie come fibrosi polmonare, asbestosi o carcinoma potevano essere collegate all’amianto.

Nel 1960 studi epidemiologici provano che patologie come asbestosi, mesotelioma e carcinoma polmonare siano collegate all’amianto. Nel 1992 con la legge 257 viene bandito l’uso dell’amianto nella produzione di qualsiasi manufatto.

Oltre al d.l. 257/92 ulteriori chiarimenti e normative si trovano nel più recente decreto 81 del 2008.

La manipolazione dell’amianto è quindi diventata negli anni una pratica sempre più delicata che deve seguire procedure dedicate ad ogni tipo di intervento e bisogna avere a disposizione la giusta dotazione di sicurezza.